Dal 4 al 22 febbraio Villa Clerici ha aperto le sue porte a “Casa Cina”, lo spazio ufficiale del Comitato Olimpico Cinese dedicato alla cultura e alla tradizione sportiva della Cina. Lo spazio comprendeva diverse aree, organizzate in maniera tale da far vivere al visitatore un’esperienza completa e autentica del folklore del “Regno di Mezzo”. La prima area era costituita dalla sezione museale, dedicata alla storia dello sport: il filo conduttore di questa sezione (e di tutta Casa Cina) era la volontà di mostrare e celebrare lo spirito dello sport, con un particolare focus sui simboli relativi alla “tradizione equestre”, dato che il 17 febbraio, il giorno del Capodanno cinese, ha avuto inizio proprio “l’anno del cavallo”.

Questa sezione comprendeva 67 collezioni, provenienti dal Museo dello Sport della Cina di Pechino: in particolar modo spiccava la scultura di un cavallo, realizzata da studenti e insegnanti cinesi, posizionata all’inizio della seconda sala. La scultura dava l’impressione di star avanzando, a simboleggiare proprio “lo spirito del cavallo”: correre sempre in avanti e puntare sempre al meglio. La sezione museale si completava poi con la descrizione di numerosi giochi e sport folcloristici e tradizionali cinesi (tra cui era presente anche il cuju, antenato del calcio), con un elenco dei successi nello sport cinese contemporaneo (con le Olimpiadi di Pechino 2008 e quelle invernali di Beijing 2022 come esempi più significativi) e infine con l’esplorazione e la cronistoria del legame tra Cina e Italia, partendo dai viaggi di Marco Polo fino ad arrivare al dialogo nell’ambito sportivo dei nostri giorni. La seconda area dello spazio dedicato a Casa Cina comprendeva una zona dedicata allo sponsor (il brand di abbigliamento sportivo cinese Li Ning) e la possibilità di sperimentare alcuni sport invernali in prima persona (questa zona era sicuramente la più affollata e la parte che ha riscosso maggiore attenzione è stata la simulazione del curling), dove la tradizione si è unita all’innovazione e ha creato un connubio creativo e affascinante. A completare la mostra offerta da Casa Cina, oltre ad alcune installazioni presenti nei giardini di Villa Clerici (inerenti soprattutto allo “spirito equestre” per omaggiare l’arrivo del nuovo anno) e la presenza del “cane robot” che ha fatto il giro dei social media, vi era l’area dedicata al patrimonio culturale intangibile cinese, una sezione che comprendeva diverse attività che avvicinavano il pubblico alle usanze e alle abitudini (alimentari e decorative) del Regno di Mezzo. I visitatori hanno potuto ammirare (e successivamente assaggiare) le “sculture di zucchero” (un dolce tipico del Capodanno Cinese, molto amato dai bambini) con le forme che più preferivano (dal cavallo per celebrare appunto l’anno appena iniziato, all’animale dello zodiaco cinese associato al proprio anno di nascita), far decorare i braccialetti con i caratteri cinesi che più preferivano, provare (grazie all’aiuto dei volontari di Casa Cina) a scrivere un carattere cinese e infine, praticare l’arte del ritaglio (molto utilizzata in Cina nel settore della decorazione d’interni) e realizzare diversi motivi su carta per decorare le proprie pareti. Casa Cina è stata sicuramente un successo: le prenotazioni sono andate sold out (anche grazie all’accesso gratuito) nel giro di pochi giorni, il che ha spinto l’organizzazione a invitare chi purtroppo non era riuscito a prenotarsi a presentarsi a Villa Clerici all’orario di apertura e mettersi in fila, tentando la sorte in questo modo. Ma il successo non è stato soltanto locale: anche la TV cinese ha fatto un paio di servizi su Casa Cina, citando Villa Clerici come luogo designato ad ospitare la delegazione cinese ed elogiando la popolarità del progetto organizzato dal Comitato Olimpico Cinese (sia tra i visitatori cinesi che tra quelli italiani) e lo scambio culturale tra Italia e Cina promosso dalla mostra. Casa Cina ha mostrato come Niguarda sia in grado di favorire opere e progetti di incontro tra culture e dialogo tra le tradizioni, un valore aggiunto che giova sia al quartiere che alla città di Milano. (Foto Stefano Parisi)

https://tv.cctv.com/2026/02/05/VIDEIox2JH90MC3Nrz0clGwf260205.shtml

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